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Il sindaco Giurlani accusato anche di corruzione

Oreste Giurlani

Verifiche in corso su altre vicende emerse dal filone principale dell'inchiesta sul primo cittadino di Pescia. Giurlani non sarebbe l'unico indagato

FIRENZE — C'è un secondo capo di imputazione a carico del sindaco Pd di Pescia Oreste Giurlani che quindi si trova agli arresti domiciliari da questa mattina non solo per peculato ma anche per corruzione.

Lo ha reso noto la procura fiorentina precisando che il secondo reato contestato riguarda vicende collaterali emerse durante le indagini sui 578mila euro dell'Uncem Toscana di cui Giurlani si sarebbe appropriato negli ultimi quattro anni di mandato come presidente dell'ente (vedi qui sotto gli articoli collegati)

In questo secondo filone d'inchiesta su episodi di corruzione, gli accertamenti sono ancora in corso e il primo cittadino di Pescia non sarebbe l'unica persona iscritta nel registro degli indagati.

Per quanto riguarda invece l'accusa di peculato, il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo ha sottolineato la mancanza di controlli sulle spese di enti come l'Uncem (Unione dei comuni e degli enti montani). 

"Le note per i rimborsi erano predisposte dallo stesso Giurlani - ha spiegato nell'ordinanza di arresto la gip Anna Liguori - Nessuno effettuava controlli sulle spese portate a rimborso e puntualmente pagate da Uncem perchè nell'ente non esiste un organo di revisione e controllo. I sindaci revisori vengono nominati dalle assemblee dei soci, quindi dai sindaci dei Comuni e delle Unioni dei Comuni, che di fatto non hanno mai effettuato alcun tipo di controllo". 

Giurlani si sarebbe appropriato di 578mila euro sottraendoli ai bilanci dell'Uncem nonostante l'ente fosse praticamente sepolto dai debiti: il bilancio del 2016 è stato chiuso con una perdita di 2 milioni e 400mila euro. Solo il debito accumulato verso l'Inps è di 712mila euro.

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