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Fai apre le porte del convento di Colleviti

In occasione delle Giornate di primavera lo storico edificio, generalmente inaccessibile, sarà visitabile con un piccolo contributo libero

PESCIA — Tutto pronto per la 25esima edizione delle Giornate Fai di primavera, che si svolgeranno  il 25 e 26 marzo. Per l'occasione il Fondo ambiente italiano apre in tutta Italia più di 900 siti di notevole valore storico e artistico generalmente inaccessibili e per la Valdinievole è stato scelto il convento francescano di Colleviti a Pescia.

Sabato 25 marzo, dalle 15,30 alle 17 apertura esclusiva per gli iscritti al Fai e possibilità di iscriversi in loco. Domenica 26 marzo apertura al pubblico con contributo libero, dalle 10,30 alle 17,30.

Il convento di Colleviti fu eretto fra il 1494 e il 1495, dopo che, con un atto di donazione, Benedetto Colucci aveva ceduto all’Ordine Francescano dell’Osservanza il vecchio castello che sorgeva nell’area dell’attuale edificio, insieme con i terreni circostanti. I numerosi rimaneggiamenti, promossi prima da p. Bernardino da Uzzano, e poi da p. Paolo Vantini da Portoferraio, hanno notevolmente alterato la forma originale del complesso: è stato infatti a partire dalla metà del 17esimo secolo che il convento ha visto, fra gli altri, l’aggiunta del bel portico d’accesso sul lato meridionale e la trasformazione del chiostro interno, con l’aggiunta di nuove colonne in pietra serena. Sappiamo che anche il noto architetto granducale Antonio Maria Ferri ricevette la commissione di alcuni lavori all’interno del convento. Nel 1810, per effetto delle soppressioni napoleoniche, i frati dovettero abbandonare la struttura, rientrandovi poi nel 1815. Nel 1866, un regio decreto impose una nuova confisca del convento, che fu definitivamente riacquistato dall’Ordine nel 1870.

La Chiesa di San Ludovico e la Biblioteca
Sempre sul finire del XV secolo fu eretta anche la chiesa dedicata a San Ludovico, alla quale oggi si accede mediante lo stesso scenografico portico che copre l’ingresso del convento. All’interno, l’edificio conserva un raffinato altare in marmo bianco e rosso, di inizio XVIII secolo, e un splendido coro seicentesco in legno di castagno. Vi si possono ammirare anche alcune preziose tele del Sei e Settecento, fra cui si segnala in particolare quella raffigurante il San Michele Arcangelo che abbatte gli angeli ribelli, opera di Giovan Battista Paggi. Al piano superiore del convento ha invece sede una prestigiosa biblioteca, costituitasi alla fine del Quattrocento grazie a f. Vincenzo d’Aquitania, ma che fu ufficialmente istituita solo nel 1637 da p. Serafino Giani da Cutigliano. La struttura contava al suo interno circa 3000 volumi, molti dei quali furono poi confiscati nel 19esimo secolo, andando a costituire il fondo dell’attuale Biblioteca Comunale di Pescia. Fra i pezzi più interessanti si ricordano una quindicina di incunaboli e due splendidi antifonari miniati.

Le Giornate Fai di Primavera, oltre a essere un momento di incontro prezioso ed emozionante tra il FAI e la gente, sono anche un’importante occasione di condivisione degli obiettivi e della missione della Fondazione, perché Il Fai con il contributo di tutti cura in Italia luoghi speciali per le generazioni presenti e future, promuove l’educazione, l’amore, la conoscenza e il godimento per l’ambiente, il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione, vigila sulla tutela dei beni paesaggistici e culturali, nello spirito dell’articolo 9 della Costituzione.

Tutti possono dare il loro sostegno attraverso l’iscrizione annuale (vale tutto l’anno per avere sconti, omaggi e opportunità e in occasione delle Giornate Fai per visite esclusive e per corsie preferenziali) e/o con un contributo libero.

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